Di Fabrizio Andreoli
Nei mesi del Coronavirus si parla e si scrive in merito alla vita quotidiana - individuale, collettiva - che non sarà più come prima.
E si discute come se l'epidemia si fosse manifestata in una età dell'oro, un'età in cui non vi erano ingiustizie, povertà, malattie, terremoti e guerre.
I conflitti armati non risentono della presenza dell' epidemia: Libia, Siria, Yemen.
In queste aree del mondo - e ve ne sono molte altre - non è consentito alle donne e agli uomini di ragionare riguardo alla vita quotidiana prima e dopo il Coronavirus. Le guerre non si fermano. Persone uccise, edifici rasi al suolo, siti ambientali e patrimoni artistici distrutti.
L'Associazione Bancaria Italiana (Abi), www.abi.it, istituita nel 1919, ha preso carta e penna, nella persona di Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Associazione, e si è rivolta all'European banking authority, https://eba.europa.eu/
L'Associazione bancaria ha proposto all'Autorità bancaria europea la promozione di provvedimenti di forbearance (ovvero: modifiche alle condizioni del contratto originale della linea di credito concessa dalla banca al suo cliente) e la sospensione, nel corso della fase di emergenza per il propagarsi del Coronavirus, delle linee guida per la gestione dei crediti deteriorati, per la stabilità finanziaria.