La pandemia ha rappresentato una grande sfida per tutti. Fermarci in ogni settore, come totalità del Pianeta, ha costretto ognuno di noi a guardarci dentro e ci ha invitato a non considerare la pausa forzata come tempo perso, ma come tempo di qualità per cambiare. Come il latte che, involontariamente, migliaia di anni fa, entra in contatto con dei microrganismi e fermentando, casualmente si scopre lo yogurt, ora diffuso e apprezzato per le sue caratteristiche benefiche.
Sembra una metafora. Il latte è il mondo che conoscevamo fino a gennaio 2020. I microrganismi sono la pandemia. Lo yogurt è il nuovo mondo, nato dalla fermentazione, dal ripensamento di un sistema che forse ora non è più sostenibile. Questa è la storia che può insegnarci Hamdi Ulukaya, CEO della Chobani, azienda leader negli Stati Uniti nella produzione di yogurt. Hamdi Ulukaya è un immigrato, figlio di umili pastori curdi, cresciuto nel piccolo caseificio di famiglia nelle montagne della Turchia orientale e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1994. Qui studia l'inglese, frequentata corsi di business all'Università di Albany e per mantenersi lavora come dipendente in una fattoria.