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DAVIDE SERRA, TRA FILANTROPIA E FINANZA

  • Leonilde Gambetti
  • News
  • Read 1620 times Last modified on Sabato, 16 Maggio 2020 12:11

Quello della finanza è spesso dipinto come un mondo di squali. Troppo raramente emerge il lato più umano ed etico di alcuni personaggi afferenti a quel mondo, che invece sono dei veri e propri benefattori.
È il caso di Davide Serra, nato a Genova da una normalissima famiglia ligure e naturalizzato inglese. Primo della sua famiglia a laurearsi grazie ai risparmi dei nonni e dei genitori che, un compleanno dopo l'altro, al posto di futili regali, mettono da parte per lui delle piccole somme da usare al momento della sua maturità per permettergli di iscriversi all'università Bocconi e studiare.

 

A 23 anni si trasferisce a Londra, sposa Anna, con la quale ha ben 4 figli. Fonda Algebris di cui è amministratore delegato, con 135 dipendenti, età media 35 anni, metà uomini e metà donne, di 20 nazionalità diverse, distribuiti in uffici di 3 continenti diversi. È uno dei maggiori investitori nel credito specializzato di grandi gruppi bancari assicurativi nel mondo. Una realtà che gestisce qualcosa come 13 miliardi di dollari.

È uno che si è fatto da solo, come si usa dire. Ma è anche uno che aderisce al concetto anglosassone di "give back", cioè restituire alla collettività parte di quanto ricevuto nel percorso lavorativo, come se tutto fosse una sorta di gigantesco prestito, con il quale fare i conti nel momento del successo. È una visione etica della vita, che ti spinge al dovere morale di lasciare il mondo migliore di come lo hai trovato e di restituire con generosità alla collettività il bene che si è ricevuto nella vita. Un bene che Serra ha conseguito con impegno e sacrificio.

Sono principalmente due i settori in cui Serra esercita il suo "give back". Il primo settore è quello dell'educazione che il finanziere considera un vero baluardo di democrazia: se il popolo studia non potrà essere imbrogliato, afferma. Con una donazione di 3 milioni di euro ha creato una vera e propria cattedra a vita all'Università Bocconi, offrendo centinaia di borse di studio. Il secondo settore in cui esplicita il "give back" è la creazione della Charity Hakuna Matata che nasce da un voto religioso. Dieci anni fa, durante la quarta gravidanza, la moglie Anna contrae la toxoplasmosi, una malattia pericolosissima per il feto.

Serra va a piedi fino al Santuario Madonna della Guardia e fa un voto chiedendo la salvezza per il figlio. Nasce così la Charity Hakuna Matata con 800 dipendenti e un vero board, che ha adottato 8 mila bambini, fondato 50 asili, 2 orfanotrofi, una scuola di agricoltura, 200 farmer, una azienda che produce olio di girasole, un ospedale per bambini in difficoltà nel sud della Tanzania e piantato 50 mila alberi. Il successo e la ricchezza non sono da combattere, ma sono un punto di partenza per restituire alla vita ciò che la vita ti ha donato. Davide Serra lo ha fatto con gli interessi.

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