Martedì 6 aprile il Primo Ministro italiano Mario Draghi si è recato a Tripoli per la sua prima visita di Stato all’estero.
La visita del Premier arriva in un momento di estrema fragilità ma anche di grandi speranze per il nuovo governo di transizione guidato dal premier libico Abdul Hamid Dbeibah, governo che dovrebbe portare le diverse anime libiche a nuove elezioni presidenziali e legislative il 24 dicembre 2021. Il nuovo governo libico, lo ricordiamo, si insedia dopo 10 anni di conflitto – dalla caduta di Gheddafi nel 2011 – durante i quali il Paese non è mai riuscito a realizzare una vera transizione democratica. Il Premier italiano ha ribadito durante la conferenza stampa congiunta che: “Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”.
Ci sono quindi le basi per una partnership che guarda al futuro ma che ha solide radici nel passato dei due Paesi.
I nodi da sciogliere sono diversi: il consolidamento politico ed istituzionale; la presenza di attori stranieri che ha avuto un ruolo determinante durante la guerra civile; l’approvvigionamento energetico e la distribuzione dei suoi proventi; la sfida dell’immigrazione; il rilancio dell’economia. Un programma ampio ed ambizioso. La presenza delle potenze straniere nello scacchiere libico, in particolar modo di Russia e Turchia, si è verificato in seguito all’appoggio alle due amministrazioni rivali, quella di Tobruk – guidata da Aguila Saleh - e quella del GNA , il Governo di Unità nazionale, con a capo Al- Sarraj.
A livello militare le milizie legate al GNA si sono fronteggiate con le milizie del generale libico Haftar (Esercito nazionale libico). Mentre il GNA
ORA O MAI PIU’
Prima o poi riusciremo a sconfiggere il corona virus, seppur pagando un prezzo altissimo. Ma esiste un altro virus che in Italia rischiamo di non sconfiggere mai, neanche quando dovremo affrontare il difficilissimo periodo della “ricostruzione” post-crisi. E’ un virus che assilla il nostro Paese da un tempo ben più lungo del coronavirus, che ci ha paralizzato e ci paralizza, che negli ultimi 18 anni ha fatto “crescere” il PIL del Paese dello 0,2 l’anno: il dato peggiore tra tutti i paesi industrializzati.
Un virus che tiene in vita centinaia di piccoli e grandi poteri paralizzanti e che può rendere sterile qualsiasi tentativo di ripartire dopo questa pandemia. E’ il virus della burocrazia e dell’ipertrofia legislativa, che è persino riuscito ad infiltrarsi nelle procedure d’urgenza di questi giorni. Una malattia che va affrontata ora e per la quale occorre individuare in tempi rapidi un “vaccino” che ci renda immuni. La nostra burocrazia è un luogo dove si resta fermi contemplando il banale interrogativo del “si può fare o non si può fare?” .
l Cairo è considerata una delle capitali più congestionate del mondo.
Il boom demografico ha portato la popolazione della città dai 2,5 milioni di persone presenti nel 1950 a circa 20 milioni di persone attuali.
Sarebbe questo uno dei motivi che hanno indotto il governo alla costruzione di una nuova "capitale finanziaria", una smart city nata a 40 km dal Cairo, all'insegna della tecnologia e dell'innovazione. La costruzione dell'imponente insediamento è partita nel 2015 su progetto dello studio di architettura americano Skidmore Owings e Merrill (SOM) e dovrebbe essere completata verso la metà di questo decennio.
Quello della finanza è spesso dipinto come un mondo di squali. Troppo raramente emerge il lato più umano ed etico di alcuni personaggi afferenti a quel mondo, che invece sono dei veri e propri benefattori.
È il caso di Davide Serra, nato a Genova da una normalissima famiglia ligure e naturalizzato inglese. Primo della sua famiglia a laurearsi grazie ai risparmi dei nonni e dei genitori che, un compleanno dopo l'altro, al posto di futili regali, mettono da parte per lui delle piccole somme da usare al momento della sua maturità per permettergli di iscriversi all'università Bocconi e studiare.
La maggior parte dei cittadini ha dimostrato di saper affrontare con grande senso di responsabilità questi lunghi giorni di quarantena.
Responsabilità e dignità che non sono scontate ; a questo proposito preferisco vivere in un Paese in cui ci si organizza per cantare sui balconi di casa piuttosto che in uno in cui i cittadini scendono con le armi in mano contro il lockdown come è avvenuto in Michigan. La scia di dolore che il coronavirus ha creato è una ferita che richiederà tempo per essere cicatrizzata. I cittadini hanno fatto la loro parte. La politica ora è chiamata a dare delle risposte e a fornire strumenti adeguati.
Quello a cui stiamo assistendo invece è una profonda crisi nella catena di comando. Gli alleati di governo non hanno una linea comune sul pacchetto di misure economiche da adottare a livello europeo, a dimostrazione che la convivenza tra un partito europeista e uno che affonda le proprie radici nel populismo
Una proposta per la ripartizione: un nuovo piano di edilizia residenziale pubblica
Il permesso di avanzare una proposta per la task force guidata da Colao non così quale.
Avviare un grande programma di edilizia residenziale pubblica per le fasce deboli della popolazione.
Non così come cambierà il nostro sistema di sviluppo nei prossimi anni, come muteranno le città, quale modello economico si affermerà dopo questi eventi: ma così tra le conseguenze di questa crisi sanitaria e del blocco del sistema economico-produttivo ce n'è una particolarmente preoccupante: l'acuirsi delle diseguaglianze sociali e dell'assistenza dei cittadini italiani in condizioni di povertà assoluta e relativa.
La storia di Amadeo che con la “Bank of Italy” aprì la strada in America a tantissimi emigranti e insegnò al mondo come vincere la povertà.
“Non voglio diventare ricco perché nessun uomo possiede in realtà la ricchezza, ma ne è posseduto”. Fu questo il principio che orientò tutta la vita di Amadeo Peter Giannini - figlio di emigranti italiani stabilitisi a San Francisco e fondatore della “Bank of Italy” prima e della “Bank of America National Trust and Saving Association” poi - accompagnandolo a concludere un percorso esistenziale (prima ancora che professionale e imprenditoriale) che vale la pena tenere sempre ben presente.
Ne ha ricordato recentemente il valore e la visione Davide Giacalone nel corso di una testimonianza alla Fondazione Einaudi, consentendo una “lettura” che offre l’opportunità - in questi tempi alquanto “malconci” proprio dal punto di vista della prospettiva degli eventi - di valutare con attenzione le risposte da mettere al più presto in campo.
Se è vero che la politica internazionale ha le sue regole, la recente telefonata tra il Presidente americano Trump e il Capo di Stato cinese Xi Jinping – durante la quale è stata ribadita la necessità di cooperare insieme nella lotta al coronavirus- non deve dare l’illusione che le ostilità tra i due Paesi si siano sopite.
È vero il contrario; i prossimi mesi saranno caratterizzati da una forte competizione. Questo perché mentre la Cina si appresta ad uscire dall’emergenza sanitaria, gli Stati Uniti sono nel bel mezzo della tempesta: il 27 marzo hanno superato l’Italia e la Cina per numero di persone infette da covid-19,
In questo periodo così complicato per tutto il pianeta, le tecnologie consentono di tenere contatti personali e professionali, erogare ed usufruire di servizi pubblici e privati: rinnovo documenti, presentazione istanze, operazioni bancarie, acquisti nei supermercati on-line, lezioni scolastiche e universitarie.
Qatar General Electricity and Water Corporation (Kahramaa) - Azienda che eroga servizi elettrici e idrici qui in Qatar - ha verificato un notevole aumento degli accessi ai servizi on-line.
Nel periodo 17-28 marzo, la creazione di nuovi account ha registrato un incremento del 93%, i log sono aumentati di circa il 300%, e i download della app che l’Azienda ha reso disponibile per gli smartphones sono cresciuti del 240%, se confrontati con lo stesso periodo del mese di febbraio. Kahramaa nei dieci giorni di marzo ha ricevuto oltre 17.000 accessi, di cui oltre 14.000 pagamenti “elettronici”.