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Imparare dalla paura

  • Fabrizio Andreoli
  • News
  • Read 558 times Last modified on Lunedì, 16 Marzo 2020 14:11

Le strade vuote e le giornate interminabili. In prossimità della primavera vi è, di giorno in giorno, sempre più luce. Il tran tran quotidiano è stato spezzato da un virus. Viviamo in un limbo, in attesa di ...

"Ma l'augurio che possiamo farci, anzi dobbiamo farci, è che qualcosa rimanga di questa lunga pausa: a cominciare dall'idea che apparteniamo, nel bene e nel male, alla natura, che siamo natura noi  stessi", Michele Serra.

Nelle ultime ore le persone si muovono al rallentatore, con degli scudi - mascherine, guanti, disinfettanti tascabili - necessari a difenderci da una minaccia visibile, invisibile, insidiosa: il Coronavirus, il Covid-19.

Per l' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia: 118 mila contagi segnalati in 114 nazioni.

 

Le nazioni più colpite?

Cina, Corea del Sud e Italia.

Una minaccia, forse, figlia del nostro tempo e del nostro stare al mondo?

Le persone sono connesse ventiquattro ore e attendono l'ultima notizia.

Al cittadino spetta un nuovo catalogo civico, una regola a cui portare rispetto per il bene, la salute, della comunità.

Vivere in una campana di vetro.

 Restare in casa. Limitare gli spostamenti.

Più che riscoprire vecchie e buone abitudini bisognerebbe programmare nuove e buone pratiche su come stare al mondo.

Daniele Mencarelli in un editoriale" Tutto ciò che è felicità "- "Avvenire", Giovedì 12 Marzo 2020. - ha scritto: "Quando tutto sarà finito, quando questo maledetto virus sarà affidato alla memoria, ricordiamoci questi momenti. Prima di tornare a maledire il traffico, o la fila al supermercato. E se proprio dovremo amareggiarci per qualcosa, con qualcuno, potremo farlo con tutti quelli che negano a intere regioni del mondo di vivere in pace, dove l'unica normalità è quella ignobile della guerra o della malattia ".

 

È bene ricordare che gran parte della popolazione mondiale vive in un contesto di pace e di libertà. Inoltre nei momenti drammatici la storia insegna che le persone deboli, le persone ai margini, sono le persone che attuano maggiore solidarietà.

Fonti:

Michele Serra, "Impariamo dalla paura e cambiamo vita", " la Repubblica", Sabato 13 Marzo 2020

Daniele Mencarelli, "Tutto ciò che è felicità, " Avvenire", Giovedì 12 Marzo 2020

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