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L’UNIONE EUROPEA AL BIVIO

  • Corinna Maci
  • News
  • Read 577 times Last modified on Domenica, 29 Marzo 2020 15:40

 

Ogni crisi impone la necessità di un cambiamento e la capacità di dare risposte. Finita l’emergenza sanitaria, tutti noi saremo chiamati a fronteggiare una profonda crisi economica, che necessita di risposte efficaci e adeguate.

In una recente intervista rilasciata al FT, Mario Draghi ha dichiarato che “Bisogna agire con sufficiente forza e velocità per evitare che la recessione si trasformi in una depressione prolungata, resa più profonda da una pletora di valori predefiniti che lasciano danni irreversibili”. Draghi non usa mezzi termini: si deve agire subito per sostenere il settore privato e per farlo bisogna utilizzare la spesa pubblica finanziata con il debito pubblico.

L’aumento del debito pubblico, quindi, per evitare il collasso economico. Le banche dovranno essere messe in condizione di concedere prestiti a tasso zero alle società disposte a salvare i posti di lavoro.

Draghi si rivolge all’Unione europea, che deve darsi un “supporto per quella che è una causa comune”. Perché se è vero che ci troviamo di fronte a “una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche”, devono essere adottati strumenti adeguati, simili a quelli adottati in tempi di guerra.

L’ Europa in questi giorni ha la possibilità di dimostrare di essere un’ Unione e non una somma di Stati che persegue i propri obiettivi. Questa emergenza infatti ha reso ancora più evidente che viviamo in un sistema profondamente interconnesso, e le risposte possono essere efficaci solo se date a livello europeo. Uno sforzo enorme ma necessario. Tre giorni fa invece ha avuto luogo uno dei consigli europei più drammatici della storia dell’Unione europea.

Una vera e propria spaccatura sull’adozione delle misure per contrastare la crisi della pandemia, con nove leader dei Paesi dell’eurozona (Italia in testa) che hanno chiesto di dare vita ad un meccanismo solidale di distribuzione dei debiti tra gli stati dell’eurozona – i cosiddetti coronabond- , che hanno trovato la forte opposizione di Germania, Olanda e altri paesi del nord. Il progetto europeo nasce dalle ceneri di due guerre mondiali.

 

Ora siamo in guerra, anche se è il nemico invisibile.

Le istituzioni europee dimostrino di aver imparato le lezione.

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