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L'ITALIA CHE RIPARTE NON PUÒ PRESCINDERE DALLA CULTURA

  • Leonilde Gambetti
  • News
  • Read 354 times Last modified on Martedì, 19 Maggio 2020 13:30

Dopo quasi tre mesi di chiusura, iniziano a riaprire i siti culturali del nostro Paese.

Il 18 maggio, infatti, è la data scelta per la riapertura di musei, gallerie, parchi archeologici e biblioteche, anche se tutto ciò sta avvenendo comprensibilmente in modo graduale e scaglionato per ragioni economiche, tecniche e organizzative.

Sicuramente quello della cultura è, e sarà, in questo periodo il settore più penalizzato e la sua fruizione passa per ora attraverso una serie di regole restrittive che tendono a favorire il distanziamento fisico.

Ingressi contingentati, limitazione dell'uso dei contanti, mascherina obbligatoria per tutti, dispenser di gel igienizzanti disseminati ovunque, disincentivazione all'uso di audio guide, di touch screen e della biglietteria per evitare file e affollamenti, predisposizione ove si

può di percorsi a senso unico, video esplicativi all'interno per spiegare e ricordare le nuove norme, adozione di una segnaletica per far rispettare la distanza fisica. Queste, in linea di massima, le disposizioni del Comitato Tecnico-Scientifico che ha definito i protocolli necessari per la riapertura.

Le disposizioni subiranno delle variazioni in base alle dimensioni, ai flussi di visitatori e alla tipologia degli spazi, che sono stati classificati in siti all'aperto, siti in locali confinati, siti ibridi.

Le strutture con maggior afflusso turistico, come ad esempio il Colosseo, sono considerate più critiche da gestire e quindi dovranno seguire le norme in modo molto scrupoloso, anche se in mancanza di turismo internazionale probabilmente i numeri dei flussi saranno tutti da riconsiderare.

Le strutture più piccole che hanno visitatori solo su appuntamento o limitato accesso al pubblico, invece, potranno semplificare le regole, ma sempre attenendosi a quelle norme utili per la prevenzione del rischio da contagio, quindi all'igiene scrupolosa e al distanziamento fisico.

Sono limitazioni e indicazioni, per ora, indispensabili che speriamo non scoraggino il pubblico, d'altra parte se veramente vogliamo pensare ad una Italia che torna alla normalità, non si può prescindere dai luoghi della cultura.

Di Leonilde Gambetti

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