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News (47)

  • Fabrizio Andreoli
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Sono solo scarpette da danza?

"Non abbiamo mai davvero affrontato tutto il danno che è stato fatto nei due secoli e mezzo durante i quali abbiamo ridotto i neri a schiavi", Bryan Stevenson, avvocato per i diritti civili.

Nel mondo della danza classica vi sono molte ballerine nere. Per molti anni le ballerine di colore hanno dovuto tingere le proprie scarpette al fine di renderle adeguate al colore della pelle.

Ciò ha comportato per le danzatrici costi e tempi considerevoli per trasformare i propri "strumenti di lavoro". Insomma- dispiace constatarlo - le scarpette da danza sono state pensate e poi prodotte per le ballerine di pelle bianca: scarpe bianche e rosa. Alla fine di Ottobre 2018 l'azienda Full of London ha iniziato a produrre scarpette da punta di tonalità adatte alle danzatrici con la pelle nera. Due modelli: le Ballet Bronze ( chiare) e le Ballet Brown(scure). Le scarpette da punta esistono dal 1820. Scarpette che consentono alle danzatrici di stare sulle punte dei piedi tramite un sostegno rigido. Tutto ciò,di primo acchito,risulterà ai più una vicenda leggera in rapporto ai temi che attengono alla uguaglianza razziale nel mondo e in particolare,in questi giorni, negli Stati Uniti.

Lo scorso 25 Maggio, nella città di Minneapolis,l'afroamericano George Floyd è stato bloccato a terra da un' agente della polizia bianco con un ginocchio sul collo per otto minuti. George ha perso il fiato e la vita.

Dalla scomparsa di George Floyd nel Paese delle libertà e delle opportunità -il sogno americano! - per tutti si sono svolte, in duemila città, delle manifestazioni pubbliche contro la polizia e contro il razzismo. Il 12 Giugno,ad Atlanta ,Rayshard Brooks, anch'egli afroamericano, è stato ucciso da tre colpi sparati da un poliziotto

  • Leonilde Gambetti
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BUROCRAZIA, È ORA DI CAMBIARE

Difficile approfondire in un unico articolo i tanti temi lanciati nella web live conference dalla Iacovelli & Partners sulla burocrazia. Ma alcuni contenuti meritano almeno una veloce menzione, sicuramente non esaustiva, per anticipare quella che sarà l' agenda-setting che la rete di imprese, professionisti e associazioni vuole sottoporre alle istituzioni.

Non ci sono dubbi che, per tutti i relatori, la burocrazia sia la vera bestia nera dell'Italia, dalla quale discendono tutti i mali. Così come non ci sono dubbi sul fatto che ormai non è più procrastinabile il tempo di affrontare questa piaga, perché, come diceva Robert Inman, "Quando tutto è perduto, tutto è possibile".

Francesco Orofino, Segretario Generale Inarch. "SERVONO REGOLE CHIARE, APPLICABILI E COERENTI TRA LORO". "Se non ora, quando?" si domanda Francesco Orofino per incalzare l'Italia al cambiamento, parafrasando uno slogan mutuato da tutt'altro ambito. Il tempo non è una variabile secondaria, ma essenziale e decisiva. Lo Studio Ambrosetti ci consegna un dato oggettivo riguardo alla paralisi burocratica, ormai cronicizzata, del nostro Paese: il blocco dovuto alla burocrazia costa all'Italia ben 57 miliardi l'anno. L'ipertrofia legislativa, che pretende di normare tutto ex ante, ha dato l'illusione di tutelare il cittadino, l'ambiente, il territorio. In realtà non ci ha preservati, ad esempio, dall'abusivismo. Troppo spesso tutto finisce in mano ai tecnocrati con l'unico risultato di rafforzare sacche di potere che hanno più interesse a ingessare che sbloccare l'Italia.

  • Leonardo Iacovelli
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Web Live, L’ITALIA CHE VUOLE CRESCERE, Superare gli ostacoli della burocrazia per sbloccare il Paese.

#Savethedate

Giovedì 2 luglio 2020, h 18.00- 20.00

Come società di Relazioni Istituzionali e Lobbying, la IACOVELLI AND PARTNERS ha deciso di fare la propria parte per essere tra coloro che contribuiscono ad abbattere i tanti i ostacoli alla ripresa economica e sociale dell’Italia.

Questa iniziativa non vuole essere solo una riflessione sullo stato della #burocrazia in Italia ma ha l’ambizione di dare voce a quanti tra imprese, professioni e rappresentanti del mondo delle associazioni vogliano formulare delle richieste concrete per una semplificazione burocratica. Come Iacovelli and Partners faremo in modo che le diverse proposte emerse durante il dibattito vengano portate all'attenzione dei decisori politici e istituzionali.

Leonardo Iacovelli 

  • Corinna Maci
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L’Italia sospesa tra passato e futuro

 

L'Italia che vorremmo prenderà forma in queste giornate di Stati Generali, in cui gli attori coinvolti, di concerto con il Governo, daranno vita ad un progetto per il rilancio del nostro Paese.

Sulla necessità di questa iniziativa molti hanno sollevato perplessità e il motivo è evidente: da anni circolano idee per far decollare il Paese ma molte sono rimaste disattese.

I più ottimisti, forse, hanno abbracciato una visione “catartica” dell’emergenza covid per cui dal “trauma” si può uscire più forti e i vecchi mali possono essere affrontati con più efficacia una volta per tutte. Sicuramente l’emergenza ha fatto si che le inefficienze e le problematiche siano diventate ancora più tangibili e quindi non sostenibili.

Se infatti il futuro resta un’incognita, l’Italia che (non) vorremmo continua ad infliggere duri colpi. Un esempio su tutti potrebbe essere rappresentato dalla gestione burocratica degli aiuti ai cittadini e alle imprese; il malfunzionamento della macchina burocratica resta uno dei principali mali italiani - lo si dice da anni - ma se aspettare per ottenere un permesso o una certificazione è insopportabile, quando non arrivano i soldi della cassa integrazione in un momento in cui non si lavora allora è drammatico.

  • Leonilde Gambetti
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VAIA, IL LEGNO DI STRADIVARI CONTINUA AD AMPLIFICARE LA STORIA DI UNA COMUNITÀ

A Ottobre 2018 una tempesta di pioggia e vento si abbatte sulle Dolomiti devastando intere foreste. I comuni colpiti sono 494, in quattro regioni diverse, Lombardia, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige.

Un disastro ambientale di vastissimi proporzioni. L'hanno chiamata tempesta Vaia. La stima degli alberi abbattuti si aggira intorno ai 42 milioni, fra questi anche alberi di larice e abete rosso, il cui legno era usato per la costruzione dei violini Stradivari, famosi in tutto il mondo.

La corsa contro il tempo per recuperare il pregiatissimo legno che, se lasciato a terra per un periodo troppo lungo sarebbe infestato da parassiti, funghi e muffe e reso quindi inutilizzabile, ha visto nascere diversi progetti.

Uno di questi scaturisce da un ricordo di infanzia: un nonno che regala al nipotino un piccolo amplificatore costruito col legno del luogo.

Quel bambino ora è un giovane trentino che non si rassegna alla distruzione dei boschi. Si chiama Fe­de­ri­co Ste­fa­ni e insieme a due amici, Pao­lo Mi­lan, conosciuto al­l’U­ni­ver­si­tà di Fer­ra­ra, e il ca­ta­ne­se Giuseppe Ad­da­mo, incontrato al Fe­sti­val di Im­pre­sa di Vi­cen­za, ha dato vita alla start up "Vaia Cube".

  • Fabrizio Andreoli
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Petrolifera Italo Rumena. Un secolo di vita (1920/2020)

"Ho visto finalmente Ravenna e tutte le mie aspettative erano nulla di fronte alla realtà. Sono i mosaici più belli e formidabili che io abbia mai visto. Non sono soltanto mosaici, ma vere e proprie opere", Vassily Kandinsky (1866/1914), pittore e teorico russo.

Petrolifera Italo Rumena, impresa ravennate, il 24 Maggio 2020 ha compiuto cento anni.

L'impresa fu fondata da Cesare Ottolenghi per importare il petrolio estratto in Romania (la nazione,negli anni Venti,era una delle maggiori esportatrici di petrolio) ed esportare i tessuti italiani.

La società iniziò la propria attività nella zona di Porto Corsini,a Ravenna, utilizzando alcuni hangar e serbatoi già serviti agli idrovolanti statunitensi durante il primo conflitto mondiale. L'azienda opera nel comparto dello stoccaggio,movimentazione e distribuzione di rinfusi liquidi e prodotti solidi. Per dirla semplice: petrolio, alcol etilico e prodotti alimentari, chimica.

Inoltre l' azienda,nel corso degli anni, ha diversificato le attività, estendendosi alla logistica integrata e all'immobiliare, alla progettazione di un deposito costiero in Italia di Gas Naturale Liquefatto nel porto di Ravenna.

  • Francesco Orofino
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UN VACCINO PER COMBATTERE LA BUROCRAZIA

ORA O MAI PIU’

Prima o poi riusciremo a sconfiggere il corona virus, seppur pagando un prezzo altissimo. Ma esiste un altro virus che in Italia rischiamo di non sconfiggere mai, neanche quando dovremo affrontare il difficilissimo periodo della “ricostruzione” post-crisi. E’ un virus che assilla il nostro Paese da un tempo ben più lungo del coronavirus, che ci ha paralizzato e ci paralizza, che negli ultimi 18 anni ha fatto “crescere” il PIL del Paese dello 0,2 l’anno: il dato peggiore tra tutti i paesi industrializzati.

Un virus che tiene in vita centinaia di piccoli e grandi poteri paralizzanti e che può rendere sterile qualsiasi tentativo di ripartire dopo questa pandemia. E’ il virus della burocrazia e dell’ipertrofia legislativa, che è persino riuscito ad infiltrarsi nelle procedure d’urgenza di questi giorni. Una malattia che va affrontata ora e per la quale occorre individuare in tempi rapidi un “vaccino” che ci renda immuni. La nostra burocrazia è un luogo dove si resta fermi contemplando il banale interrogativo del “si può fare o non si può fare?” .

  • Fabrizio Andreoli
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Meraviglie d' Italia.

Nei giorni scorsi il "Telegraph", giornale inglese, ha invitato i propri lettori a visitare - una volta che la pandemia globale sarà finita - l'Italia. Scoprire o riscoprire il Bel Paese.

Sebbene in modo virtuale proponiamo un viaggio attorno ad una delle meraviglie d' Italia: l'ex complesso di San Francesco della Scarpa. Un incanto situato nella parte storica di Bari.

Per meraviglie d' Italia facciamo riferimento ad un'opera letteraria (una raccolta di prose giornalistiche) di Carlo Emilio Gadda. Opera intitolata "Meraviglie d'Italia" (1939). La città di Bari e il suo territorio hanno costituito la terra sulla quale si sono sedimentate, nel corso dei secoli, culture diverse. Arabi, Bizantini, Greci,Longobardi, Normanni, Romani e Svevi vi hanno depositato tracce distinguibili nell'architettura, nell'arte, nel costume e nel diritto. Guido Piovene, giornalista e scrittore vicentino, nel suo "Viaggio in Italia" (1957) ha scritto:" I baresi ricordano come una favola recente gli anni in cui gli albanesi traversavano il mare carichi di monete d'oro, giacché gli albanesi allora consideravano Bari il proprio mercato e vi scendevano anche a comprare un cappello. San Nicola, venerato a Bari,

  • Corinna Maci
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PROGETTO QUINDICI PER CENTO

Una foto in bianco e nero ritrae una bambina. Colpisce lo sguardo profondo e il sorriso dolce e timido. È bellissima.

Poi ci si avvicina meglio e lo sguardo cade su un dettaglio a cui non si aveva fatto caso in un primo momento: la bambina sorridente ha una forma di disabilità che l’ha privata del braccio.

Non è la prima cosa che si nota ma l’ultima. E soprattutto, nulla toglie alla bellezza e purezza della foto. Ecco, se si volesse riassumere in poche parole il significato del progetto fotografico “Quindi Per Cento “ di Christian Tasso, si potrebbe riassumere così.

Quindici è la percentuale di persone con disabilità nel mondo. E Christian Tasso, parte di quel mondo ce lo racconta. Italia, Ecuador, Romania, Nepal, Germania, Albania, Cuba, Mongolia, India, Irlanda, Svizzera, Kenya e Cambogia; cornici diverse per rappresentare attraverso diversi scatti in bianco e nero la verità di chi convive con una malattia, fisica

  • Fabrizio Andreoli
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Claudio Cerasi (1933/2020). Imprenditore e collezionista. Il sogno di una cosa.

 

"La passione di raccogliere oggetti è antica come l'uomo stesso, ma gli stimoli e i piaceri che ne derivano sono vari come vario è l'interesse per l'arte".

Da "I grandi collezionisti americani. Dagli inizi a Peggy Guggenheim", di Aline B.Saarinen Claudio Cerasi, imprenditore e collezionista di opere d'arte, è scomparso lo scorso 20 Aprile.

L'imprenditore romano ha iniziato a lavorare nell'impresa familiare, la Società Appalti e Costruzioni (SAC), nella prima metà degli anni Cinquanta. L'impresa di costruzioni ha realizzato importanti opere di edilizia.Tra le tante indichiamo il MAXXI di Roma, su progetto di Zaha Hadid, il Teatro dell' Opera di Firenze e la sede dell' Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2002 l'impresa della famiglia Cerasi ha vinto la gara per la riqualificazione di Palazzo Merulana, un edificio dei primi del Novecento - per molti anni abbandonato e in parte distrutto - di proprietà del Comune di Roma (già sede dell'Ufficio di